Festival del Legno, giù il sipario «L’edizione del salto di qualità»

Cantù. Il sindaco: «Rassegna memorabile. Le prossime avranno lo stesso tema, i pezzi unici»
L’assessore Girgi: «Diventerà la manifestazione della filiera. Bravi tutti, siamo un’eccellenza»

È stata dedicata ai “Pezzi unici” la tredicesima edizione del Festival del Legno, e il sindaco Alice Galbiati non ha dubbi, anche questi dodici giorni di eventi dedicati alla celebra-zione dell’eccellenza canturina lo sono stati. Un’edizione pezzo unico, un’edizione da cui ripartire. Tanto che anche le prossime edizioni del mandato avranno lo stesso titolo. Guardando sempre più lontano, dopo esserci già allargati a Como e Milano.
Guardando ai giovani e guardando anche oltre il legno-arre-do: «D’ora in poi – conferma l’assessore alla Cultura e alle Attività produttive Isabella Girgi – non deve essere solo Festival del Legno ma deve essere della filiera. Sono bravi i nostri vetrai, i no-stri fabbri, i nostri tappezzieri. Sono bravi tutti. Siamo un’eccellenza». Chiusura, ieri, per il Festival del Legno, il cui obiettivo, era renderlo un appuntamento capace di parlare di Cantù come polo culturale e creativo di riferimento. Con le installazioni monumentali di Gaetano Pesce in piazza e le opere di Giuliano Vangi a Galliano e al liceo Melotti. Come da tradizione or-mai consolidata la cerimonia conclusiva si è tenuta a Enaip Factory, condotta da Dolores Longhi e Ilenia Brenna a fare gli onori di casa.

«Incarna il progetto Mome»
Si voleva che fosse un’edizione memorabile, ha spiegato il sin-daco Alice Galbiati. E l’apertura lo è stata anche se non come ci si augurava. Ha ammesso la gran-de emozione di quei giorni appena successivi all’alluvione che ha messo in ginocchio la Brianza, ma si è andati avanti, perché la scelta della data d’inizio, il 24 settembre, non è stata casuale: proprio in quel giorno, nel 1961, venne inaugurata la prima edizione del Salone del Mobile di Milano.
Un’edizione, ha proseguito, che per la prima volta ha realmente incarnato il progetto del Museo del Mobile e del Merletto che sta muovendo i primi passi: «Uno sguardo consapevoli del passato, della nostra tradizione ma gettando un ponte verso il futuro, perché di passato non si vive. Doveva essere edizione memorabile, che si rinvigorisse rispetto al passato, e chi ha partecipato ha toccato con mano il salto di qualità del Festival. E’ stato davvero un pezzo unico».

«Orgoglio senza nostalgia»
Un giudizio condiviso dall’assessore Girgi: «Volevo si togliesse la polvere che si è depositata e riportare Cantù al suo valore. E’ stato un festival di cambiamento. Non deve essere solo festival del legno ma deve essere della filiera. Sono bravi tutti. Siamo un’eccellenza». Un’edizione straordinaria, per il sottosegretario Nicola Molteni: «Un’iniziativa che ci dice quello che siamo stati, ci dice quello che Cantù ha vissuto, con orgoglio ma sen-za nostalgia. Ma ci dice anche quello che siamo oggi, una realtà di piccole e medie imprese, di artigiani che si sono costruiti da sé e che si confermano in un mondo sempre più complesso».
La sera precedente il Teatro San Teodoro ha accolto la sesta edizione del Premio Mulier, organizzato dal Comitato Clara Galotta e dalla Pro Cantù e con-dotto da Laura Cattaneo e Biagio Barra, con ospiti la criminologa Roberta Bruzzone e Luana Sciamanna esperta di violenza di genere. Quattro premiate: l’imprenditrice Giada Mieli, la general manager del gruppo Lario Hotels Cristina Zucchi, la soprano Carlotta Colombo, e premio speciale a Mariangela Rubino che mette l’esperienza nel campo della bel-lezza al servizio delle pazienti oncologiche del Valduce.